cappotto termico

Cappotto termico: tutto quello che devi sapere

Cappotto termico: tutto quello che devi sapere

Negli ultimi anni si sta sempre più prestando attenzione ad alcuni aspetti in passato trascurati, come la classe energetica dell’immobile in cui si vive o che si è intenzionati ad acquistare o a vendere.

Essere in grado di isolare termicamente un immobile, infatti, presenta innumerevoli vantaggi, che si traducono in primo luogo in un importante risparmio di energia e, dunque, in un netto risparmio energetico sulla bolletta.

La coibentazione termica per la propria dimora può essere realizzata impiegando diverse tecniche. Tra le maggiormente adoperate e apprezzate vi è senza dubbio l’isolamento a cappotto, meglio conosciuto come cappotto termico.

La realizzazione di un cappotto termico non può prescindere dalla conoscenza delle caratteristiche salienti di questa metodica di isolamento, che ci consentirà di valutarne la realizzazione per singoli appartamenti, per edifici indipendenti, ma anche per interi condomini, stabilendo se optare per un cappotto termico interno o esterno in base al caso specifico.

E’ fondamentale, inoltre, mettere in atto un’analisi volta a stabilire quale sia la soluzione migliore in base alla tipologia di costruzione, tenendo conto del fatto che inevitabilmente sarà necessario avere a disposizione spazio adeguato per la realizzazione di un isolamento con cappotto termico, soprattutto se interno.

Occorre, poi, effettuare una valutazione accurata dei costi di costruzione e degli incentivi attualmente previsti dal decreto Rilancio 2021, che con l’accesso all’Ecobonus 110% potrebbe consentirci di veder realizzato il nostro cappotto termico senza alcun esborso economico, oppure a fronte del pagamento di una somma minima.

Andiamo a vedere, quindi, tutto ciò che c’è da sapere prima di decidere per quale soluzione sia preferibile optare.

Cappotto termico: come isolare la nostra casa

Con l’espressione “cappotto termico”, o “isolamento termico interno”, si fa riferimento ad una metodica ampiamente impiegata per coibentare, ossia isolare termicamente mediante un apposito rivestimento, un’abitazione che non appare opportunamente isolata.

Ci si chiede in primo luogo come si faccia a capire se la propria dimora, o il condominio in cui si vive, siano o meno isolati termicamente e la risposta è molto più semplice di quanto si possa pensare.

La mancanza di un’adeguata coibentazione, infatti, si traduce inevitabilmente in un chiaro comfort avvertito da coloro che occupano un edificio non ben isolato, che risulterà molto caldo nella stagione estiva ed eccessivamente freddo in quella invernale, richiedendo un costante utilizzo dei sistemi di climatizzazione e determinando, senza dubbio alcuno, un maggiore esborso economico sulla bolletta.

Nel momento in cui si rende necessario risolvere tale fastidiosa problematica, una delle soluzioni più adottate consiste nella creazione di un rivestimento, opportunamente realizzato mediante la sovrapposizione e stratificazione, internamente o esternamente all’edificio, di materiali dal potere isolante, che al contempo però risultino traspiranti ed impermeabili.

Tale soluzione è il termocappotto e questa scelta sarà in grado di garantirci un immediato e netto miglioramento sia in termini di benessere esistenziale, dato dalla riduzione del comfort patito in precedenza, sia in termini economici, in quanto ci sarà una riduzione del consumo di elettricità e gas domestici.

Tale riduzione non è da poco, in quanto si riscontra una chiara diminuzione dello spreco di energia in una percentuale significativa, che va dal 30/35 % al 50 % in alcuni casi (cappotto termico ecobonus).

Se a questo si aggiunge un aspetto di notevole rilevanza, come la possibilità prevista dal Decreto Rilancio di richiedere la realizzazione del cappotto per isolamento termico anche per interi condomini, e non più unicamente per singole case, e di usufruire del Superbonus 110%, appare chiaro come ci sia tutto da guadagnare e nulla da perdere.

Nella maggior parte delle circostanze, infatti, non solo si otterrà un importante risparmio in bolletta, ma sarà anche possibile coprire la maggior parte o la totalità dei costi previsti per l’isolamento a cappotto, usufruendo della detrazione del 110% della spesa sostenuta.

Tipologie di cappotto termico: esterno o interno?

L’isolamento a cappotto con insufflaggio di un’abitazione può essere ottenuto mediante l’impiego di diverse tipologie di materiale isolante e, di conseguenza, prima di intraprenderne la realizzazione, sarà necessario selezionare quali siano gli isolanti maggiormente adatti alla costruzione specifica e cercare di non trascurare l’impatto sull’ambiente, mediante la scelta di materie prime ecologiche.

Un importante step consiste nel scegliere un isolamento da applicare esternamente o internamente alla casa, in quanto la scelta dell’una o dell’altra soluzione è decisamente differente.

Tale diversità si esplica, in primis, nella sede in cui avverrà la posa in opera dello strato isolante, rappresentata nel primo caso dalla facciata esterna, nel secondo caso dalle mura interne; in entrambi i casi il cappotto sarà collocato, o meglio posato, su una sottostante struttura di supporto preesistente, che potrà essere in legno massiccio, in laterizio sia pieno che forato, in calcestruzzo tradizionale o alleggerito, in cemento armato, in muratura o essere rappresentata dalla sola parete intonacata.

Un ulteriore motivo di diversità tra le due tipologie, che non è di poco conto, sta nel fatto che se si ha la necessità di isolare l’edificio termicamente e al contempo di preservarlo dall’erosione causata da pioggia, vento, nevicate e dai più nocivi inquinanti ambientali di natura chimica, è fondamentale preferire un isolamento a cappotto da applicare esternamente.

I punti di forza del cappotto esterno, dunque, non sono trascurabili, soprattutto se si considera che grazie alla coibentazione esterna è anche possibile intervenire su quelle aree in cui si va a disperdere maggiormente il calore, caratterizzate da una resistenza termica che va a tendere allo zero, le quali sono comunemente indicate con il nome di “ponte termico”.

Tali zone, sulle quali è molto difficile intervenire partendo dall’interno dell’edificio, possono essere rappresentate da un pilastro, da una trave, da un solaio o da altri elementi che presentano una disomogeneità dal punto di vista geometrico o di materiale rispetto alle strutture vicine.

Questi aspetti decisamente positivi che caratterizzano la coibentazione a cappotto esterna, rispetto a quella interna, non possono non tradursi in dei costi di realizzazione superiori, determinati anche dall’estensione maggiore delle superfici da trattare.

Ci si potrebbe chiedere, quindi, a fronte dei vantaggi che apporta la realizzazione di un cappotto termico esterno, in quali circostanze sia preferibile scegliere comunque una coibentazione interna, che in molti casi non può essere completa, come abbiamo visto, non potendo raggiungere alcuni dei principali ponti termici.

In realtà per molti edifici il cappotto termico interno rappresenta una scelta quasi obbligata, in quanto ci sono alcune costruzioni edilizie sulle quali non è possibile intervenire modificando gli esterni, per ragioni di diversa natura, come limitazioni da parte del regolamento condominiale.

L’allestimento di una coibentazione interna, tuttavia, va attuato con la consapevolezza che inevitabilmente andremo incontro ad una riduzione dello spazio interno del nostro appartamento, che non sempre è accolta di buon grado.

Se, inoltre, la posa dell’isolamento a cappotto interno non avviene in maniera scrupolosa, vi è un rischio maggiore, rispetto al cappotto esterno, che si formi la condensa e che a lungo andare questa possa causare l’attecchimento di muffa.

Questa problematica è determinata dalla migrazione del calore nei mesi freddi, dagli ambienti interni verso gli esterni, sotto forma di vapori, che vanno a condensare al di sotto dello strato isolante o in corrispondenza dei ponti termici.

Per fare fronte a ciò è possibile valutare l’applicazione delle cosiddette “barriere al vapore“, costituite da speciali membrane, che presentano scarsa o nulla permeabilità al vapore, oppure prediligere determinati materiali, le cui proprietà fisiche possono andare a ridurre tali fenomeni.

La scelta di una coibentazione esterna, invece, ancora una volta si rivela vincente in quanto, isolando l’abitazione dal freddo, riduce del tutto la condensazione dei vapori, che rende la casa umida e la espone al rischio di muffe sulle pareti e dei soffitti, non trascurabile per la salute dell’essere umano che in tale ambiente dimora.

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Quale cappotto termico scegliere?

Quale cappotto termico scegliere?

Ti stai chiedendo quale cappotto termico scegliere? Sei atterrato nel posto giusto!

Interno o esterno? Quale cappotto termico scegliere per la casa, l’appartamento o addirittura per tutto il condominio?

La scelta non è semplice perché ricade su diversi fattori che coinvolgono non solo il prezzo ma anche il fatto che valutare l’una o l’altra soluzione significa sacrificare un po’ degli interni dell’immobile.

In questo articolo ti spieghiamo per bene cos’è il cappotto termico e quali sono le principali differenze tra la realizzazione per interno ed esterno per aiutarti a fare la scelta d’acquisto migliore per te e per la tua abitazione.

Cappotto termico: cos’è

Quando la tua casa presenta problemi di isolamento termico, quindi per esempio è troppo fredda d’inverno ed estremamente calda d’estate costringendoti ad alzare condizionatore o riscaldamento, è il momento di agire con un sistema di coibentazione.

Il cappotto termico è uno di questi e permette di isolare le mura, dall’interno o dall’esterno, tramite l’applicazione diversi strati di materiale isolante impermeabile e traspirante.

In questo modo si può godere sin da subito di un comfort abitativo migliore e ridurre in modo consistente i consumi elettrici e di gas.

Considera, infatti, che si conta di ridurre gli sprechi energetici dal 30% e fino al 50% circa, a seconda dell’applicazione e del tipo di struttura, e che grazie alle ultime agevolazioni fiscali non sono solo più le abitazioni unifamiliari a farne richiesta.

Grazie al decreto rilancio e al Bonus 110% per l’adeguamento energetico questa opera si sta sempre più diffondendo anche nei condomini.

Il risparmio è notevole e molto spesso i lavori rientrano nel pacchetto completo di detrazioni che permettono di non farti pagare nulla in fattura.

Come è possibile?

Al momento del pagamento devi scegliere se ottenere il finanziamento dilazionato in dieci anni o se cedere tutti gli incentivi direttamente alla società che condurrà i lavori: con la seconda opzione potresti non dover pagare nulla o versare all’azienda, se prevista, solo una piccola quota dei costi totali.

Quale cappotto termico scegliere? Interno o esterno?

I materiali isolanti per realizzare il cappotto termico sono davvero molti e vanno scelti con cura in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere, con un certo riguardo per i prodotti ecologici.

Una volta scelto il materiale dei pannelli isolanti può iniziare la posa del cappotto.

Questa può essere effettuata su diversi tipi di supporto che vanno dal calcestruzzo al legno, dal laterizio alle pareti intonacate, sia all’interno che all’esterno della casa.

La prima differenza sta nel fatto che il cappotto esterno, come suggerisce il nome, è applicato sul lato esterno del muro mentre il cappotto interno dalla parte interna e abitata.

Il cappotto esterno non solo protegge le pareti dalle escursioni termiche ma anche dagli agenti atmosferici e dai prodotti chimici dell’inquinamento.

Si sceglie, poi, più spesso il cappotto esterno perché è in grado di eliminare i ponti termici difficilmente raggiungibili dall’interno, ovvero quei punti di discontinuità strutturale, come travi e altri pilastri, che possono dare problemi di dispersione.

Ovviamente questo tipo di opera è la più costosa per l’isolamento termico (anche rispetto alla soluzione interna) perché la superficie è tanta e difficile da raggiungere.

La soluzione del cappotto interno, invece, permette di coibentare la superficie dall’interno.

Il principale problema è che non tutti gli spazi (come le travi, per esempio) possono essere coibentati al meglio però è un trattamento che viene consigliato soprattutto in quei casi in cui non si possano apportare, per esempio, delle modifiche architettoniche alla facciata.

punto a sfavore dell’intervento interno, poi, è il fatto che – applicando i pannelli – si riduce per forza di cose la metratura dell’immobile.

Stai pensando ad un cappotto termico per la tua casa a Roma? Non sai quale scegliere o vuoi scoprire le soluzioni alternative?

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Insufflaggio con poliuretano espanso e altri materiali

Insufflaggio con poliuretano espanso e altri materiali

Hai deciso: devi coibentare casa, una buona soluzione può essere l’insufflaggio con poliuretano espanso. Scopri il perché.

Hai riscontrato nel tempo consumi di energia elettrica e gas troppo alti dovuti al riscaldamento sempre attaccato in inverno e ai condizionatori d’estate.

Questo dovuto al fatto che la tua casa da tempo non riesce ad essere efficiente dal punto di vista energetico e per cui d’estate è davvero troppo calda e in inverno, al contrario, molto fredda.

Sei al corrente delle detrazioni fiscale con Ecobonus?

Se hai scoperto le diverse tecniche che puoi avere a disposizione per realizzare al meglio questo intervento e hai optato per l’insufflaggio allora devi considerare bene i materiali e la professionalità di chi eseguirà l’intervento del cappotto termico.

Scegliere un materiale errato, magari infiammabile o poco duraturo o, ancora, che non riesce ad arrivare in tutti gli angoli da coibentare per risparmiare sul prezzo finale ti farà rimpiangere la tua scelta.

Vediamo, invece, perché devi prestare attenzione ad ogni dettaglio.

Insufflaggio con poliuretano espanso e altri materiali: presta attenzione alla scelta

La tecnica dell’insufflaggio prevede l’inserimento di diversi materiali isolanti all’interno dei muri che sono dotati di intercapedini e può essere effettuato su solai, soffitti, pareti.

Esistono davvero molte possibilità e materiali differenti ed ogni azienda ti proporrà i suoi preferiti.

Dalla schiuma alla resina, dalla lana di vetro fino al poliuretano espanso ricordati che devi considerare tutti i pro e i contro del materiale.

A partire dalla facilità di stesura su tetti, solai e pareti, per esempio, fino alla sua conducibilità tecnica (per farti un esempio la conducibilità del poliuretano espanso è solitamente compresa tra i 0,026 e 0,031 W/mK).

Importante poi è capire la durata del materiale e la sua resistenza non solo al tempo ma anche agli agenti chimici e biologici che possono modificare alcune sue prestazioni.

Da verificare anche se il prodotto rispetta l’ambiente e se non è infiammabile in caso di incendio.

Tutte informazioni, insomma, che sono importantissime per garantirti una casa confortevole e quanto più avanzata possibile dal punto di vista dell’efficienza energetica.

Per essere sicuro di comprendere tutti i dettagli puoi leggere le varie schede tecniche dei prodotti; ma soprattutto farti consigliare da dei professionisti specializzati in questa tecnica di cui ti puoi fidare ciecamente.

I nostri materiali per la coibentazione con insufflaggio

Noi abbiamo deciso da tempo di utilizzare esclusivamente i migliori materiali presenti sul mercato.

Considera che operiamo da oltre quarant’anni nel settore e siamo stati tra i primi ad portare nel nostro Paese la tecnica dell’insufflaggio, realizzando le nostre lavorazioni in tutta Italia.

Operiamo utilizzando esclusivamente materiali certificati come la resina ureica Isofor, la lana di vetro Isover, l’ecocellulosa, il sughero e la lana di vetro Isover-Saint-Gobain.

In particolare, la resina ureica Isofor è un isolante termo-acustico in polvere studiato per la realizzazione di schiume termoisolanti capace di garantire risultati eccellenti in ogni spazio.

Allo stesso tempo può migliorare il benessere dell’ambiente grazie alla sua atossicità, non infiammabilità e alla sua funzione repellente a insetti e microrganismi.

L’ecocellulosa, invece, è un materiale ad alta efficienza termica ed isolante che permette di eliminare le dispersioni termiche tipiche degli edifici meno recenti grazie alla tecnica dell’insufflaggio.

Il sughero, completamente ecologico e naturale, è ideale per coibentare ambienti umidi e freddi o eccessivamente caldi; mentre la lana di vetro Isover-Saint-Gobain è un materiale eco-sostenibile pensato per coniugare rispetto per l’ambiente, comfort ed alte prestazioni.

Perfetto per l’isolamento termico ed acustico di ogni elemento esterno come cappotti, facciate ventilate, coperture a falde e piane.

Desideri un servizio di insufflaggio?

Contattaci per saperne di più, compila il modulo alla pagina contatti oppure a nenocalva80@gmail.com se desideri un isolamento termico.

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Ristrutturazione: cappotto per il risparmio energetico della tua casa

Ristrutturazione: cappotto per il risparmio energetico della tua casa

Stai ragionando se mettere il cappotto per il risparmio energetico della tua casa? Sei nel posto giusto!

Una delle tecniche più utilizzate in edilizia per isolare gli edifici è il cappotto termico e, ad oggi, è di certo una delle vie intraprese per chi vuole migliorare la propria casa a livello termico e acustico.

Applicando uno strato di materiale isolante, infatti, permette di proteggere l’abitazione dai rumori esterni.

Ma sopratutto di ripararla dall’usura del tempo e mantenere il clima che si forma al suo interno, rendendola uno spazio accogliente e caldo d’inverno e fresco in estate.

Questo si ottiene grazie all’installazione di materiali appositi che consentono una minima dispersione di calore o fresco, alzando così la qualità di vita all’interno dello spazio abitativo e rendendolo unico e rispettoso dell’ambiente.

Questi interventi infatti permettono di aiutare l’ambiente, evitando inutili sprechi, abbassando anche i costi della bolletta. Interessante, vero?

Se stai pensando, però, che queste opere possano essere realizzate solo in case o appartamenti nuovi, qui dobbiamo correggerti!

La ristrutturazione cappotto può essere eseguita anche su abitazioni già realizzate e datate, ovviamente prendendo in considerazione diversi parametri ed il fatto che la tua sia una casa singola o un appartamento.

Ristrutturazione: cappotto, di cosa stiamo parlando

Per rendere la casa più efficiente a livello energetico, andando anche a risparmiare sulla bolletta, puoi pensare alla realizzazione di un cappotto isolante.

Abbiamo visto che si tratta di una tecnica diffusa di isolamento termico che può essere effettuata sia in abitazioni singole che in condomini, ovviamente rispettando il decoro ambientale e solo quando i condomini siano tutti concordi nel realizzare quest’opera.

In cosa consiste il cappotto termico?

Pensalo proprio come un capo d’abbigliamento che va a proteggere la struttura: in questo caso la ditta specializzata va a rivestire le pareti esterne (o interne) con un materiale protettivo che diventa una barriera dall’esterno.

In questo modo si eviteranno sin da subito inutili dispersioni di calore che andranno, nel lungo periodo, ad incidere in inverno sui consumi di riscaldamento o di condizionatori in estate.

Un cappotto può essere realizzato sia all’interno che all’esterno e in diversi materiali che possono andare dalla lana di roccia alla fibra di legno, dal sughero al poliuretano con costi che variano leggermente per l’applicazione al metro quadro, ma anche se vengono realizzati all’interno o all’esterno e in base alle dimensioni della casa oltre che delle sue caratteristiche.

La scelta su interno o esterno, in particolare, può dipendere da diversi fattori.

Ad esempio, l’intervento interno è consigliato in appartamenti che fanno parte di un condominio ma anche per interventi in case private nel caso in cui non si voglia intervenire sull’esterno (perché appena ristrutturato o per via di legami architettonici).

Si capisce dunque che le possibilità per realizzare un cappotto termico sono molte e differenti: meglio rivolgersi, quindi, ad operatori specializzati per ricevere consigli su misura, in base alle reali esigenze.

Ristrutturazione cappotto termico: un’opera che rientra nell’Ecobonus

La ristrutturazione cappotto termico è una delle opere che possono essere realizzate usufruendo degli incentivi fiscali dell’Ecobonus.

Non solo.

Questi lavori rientrano anche nell’agevolazione del Superbonus 110%; prevista all’interno del Decreto Rilancio, che porta al 110% (appunto) l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per realizzare la ristrutturazione di cappotti termici e altri lavori che riguardano l’efficienza energetica.

Compresi qui anche tutti gli interventi realizzati tra il 1° luglio del 2020 e il 30 giugno 2022, per apportare miglioramenti a livello antisismico o energetico e fotovoltaico.

Lavori che possono essere svolti sia nelle abitazioni private singole che in parti comuni di edifici con diverse unità immobiliari sia in condomini.

Stai ragionando se mettere il cappotto per il risparmio energetico a Roma?

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